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Il Teatro Potlach a Buscemi tra immagini suoni e narrazioni

DiMaurilio Abela

Apr 3, 2025

Un’installazione multimediale che nasce da una ricerca sul patrimonio culturale e dalle tradizioni orali del borgo di Buscemi. L’evento, in programma sabato prossimo 5 aprile, alle ore 21, nell’auditorium San Giacomo (via Libertà, 10), tradurrà queste scoperte in proiezioni immersive con immagini e suoni, narrazioni ispirate alla leggenda della Madonna del Bosco, con la partecipazione e il coinvolgimento di attori e performer del Teatro Potlach e della comunità di Buscemi. L’iniziativa rientra nel progetto “Buscemi Borgo Immateriale”, finanziato dal Pnrr – Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Component 3 – Cultura 4.0 (M1C3). Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.1: “Attrattività dei borghi storici”, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU – e vede il coinvolgimento del famoso Teatro Potlach, di Fara Sabina, piccolo centro in provincia di Rieti. Fondato nel 1976 da Pino Di Buduo e Daniela Regnoli, nel 1979 l’attrice svizzera Nathalie Mentha si unisce al gruppo e da allora i tre costituiscono il gruppo fisso del Teatro Potlach.

Nei giorni scorsi artisti e tecnici del Teatro Potlach si sono dedicati agli allestimenti e alle prove tecniche. Giovedì 3 aprile si svolgeranno incontri con le associazioni e i partecipanti locali, con i quali si condurrà un laboratorio teatrale. Il coordinamento è del regista del Teatro Potlach Pino Di Buduo. Saranno utilizzati diversi proiettori di ultima generazione. L’evento è inserito all’interno di una programmazione artistica, diretta da Lucenzo Tambuzzo, organizzata nell’ambito del progetto “Buscemi Borgo Immateriale”, finanziato dal Pnrr, che prevede, tra le altre cose: la creazione di spazi di aggregazione, azioni di valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, miglioramento dell’ecomuseo con installazioni immersive, creazione di esperienze e itinerari, organizzazione di festival ed eventi, creazione di un’impresa di comunità.

“Il progetto ‘Buscemi Borgo Immateriale’ – spiega il direttore artistico Lucenzo Tambuzzo -scommette sulla rivelazione della bellezza dei monumenti, delle chiese, del paesaggio e delle relazioni umane di un luogo silente, che ha molto da raccontare. Con l’evento del Teatro Potlach – prosegue – si accendono i riflettori su questo splendido borgo affinché possa essere visto e riscoperto dai suoi stessi abitanti e da tutti quelli che lo visiteranno, perché spesso la quotidianità offusca l’eccezionalità che ci sta davanti, ma che grazie all’arte può essere svelata. Un racconto che è solo all’inizio”. 

“Sono felice di presentare un ricco programma di attività che si terranno a Buscemi durante la prima settimana di aprile – dice Michele Carbè, sindaco di Buscemi, Da sempre il nostro paese si è contraddistinto per aver coltivato un’intensa attività teatrale ed il teatro da noi è una tradizione di anni e molti sono i buscemesi che hanno avuto modo di misurarsi con le loro doti istrioniche. Per questo motivo – aggiunge – le iniziative promosse in seno al progetto ‘Buscemi Borgo immateriale’, modificato secondo le linee guida dettate dalla mia amministrazione, costituiscono un filo rosso con le inclinazioni e le potenzialità del nostro centro. Investire sulla cultura, sul patrimonio immateriale locale e sulla riscoperta della nostra identità in un imprescindibile confronto con il passato – sottolinea il primo cittadino di Buscemi – hanno sostanziato da sempre il mio operato e quello della presente amministrazione. Per tali ragioni invito tutta la cittadinanza e le comunità vicine alla partecipazione attiva e proattiva alle attività proposte dal programma”.

Il nome Teatro Potlach deriva dagli studi antropologici dei fondatori, e significa, nel linguaggio degli indigeni dell’America nord­occidentale, il rito del dono gratuito, che conferisce prestigio a chi lo elargisce e a chi lo riceve, superando le leggi del mercato e del profitto. La storia del Potlach nasce da una scelta di rifiuto e di ricerca dell’altrove, che ha spinto i suoi fondatori a designare come sede del teatro Fara Sabina, piccolo centro della provincia di Rieti.  Lavorare sull’essenza tecnica del teatro, sulla ricerca dell’attore totale e della composizione drammatica basata sull’azione fisica, ha significato dedicarsi a una continua autoformazione, oltre i confini dell’idea istituzionale del teatro, nello scambio con il circo, la danza e la performance musicale, attraverso l’esperienza costante del viaggio e del contatto sul campo con le culture performative europee, asiatiche e latinoamericane.

L’identità artistica del Potlach si è espressa contemporaneamente nella produzione di spettacoli di sala e di spettacoli di strada, e nell’attivazione di iniziative pedagogiche che hanno coinvolto l’insieme delle tecniche espressive e performative, in un continuo scambio di intenti e di strumenti con gruppi nazionali e internazionali, alla ricerca di un profilo professionale capace di offrire spettacolo ad ogni tipo di pubblico.

Lo sviluppo delle ricerche sulla pedagogia, la composizione e lo spazio dell’azione ha prodotto dal 1991 ad oggi numerose attuazioni del progetto “Città Invisibili” in cui l’intervento del Teatro Potlach ha mobilitato artisti e comunità di centri urbani in Europa, in America e in Asia. Il progetto continua a proiettare e a rigenerare i fondamenti del lavoro teatrale fuori dai teatri e consiste nella trasformazione degli spazi quotidiani attraverso la scoperta dell’identità culturale del luogo e l’elaborazione dell’energia creativa dei suoi abitanti.

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