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Agenas e Assessorato in visita ispettiva nella Casa di Comunità e nell’Ospedale di Comunità del Trigona di Noto

Diredazione SB

Apr 2, 2025

Nella Casa di Comunità pilota dell’ospedale Trigona di Noto, l’Asp di Siracusa ha reso operativi già dal 24 marzo scorso gli ambulatori medico e infermieristico, primi in Sicilia, con la presenza di medici di famiglia, specialisti ambulatoriali e personale infermieristico, in esecuzione dell’accordo pilota che l’ASP di Siracusa ha sottoscritto il 4 marzo scorso con le organizzazioni provinciali dei medici di medicina generale. Un primato che sottolinea l’efficacia e la tempestività dell’operato della direzione aziendale dell’Asp di Siracusa per l’assistenza di prossimità ai pazienti cronici.
Ne hanno preso atto gli ispettori dell’Agenas, Angelo Pellicanò e Valeria Mantenuto, e quelli dell’Assessorato regionale della Salute, il dirigente del Servizio 8 Francesco La Placa e la collaboratrice
Paola Sciarrotta, nel corso della visita ispettiva che hanno effettuato all’ospedale Trigona sia nella Casa di
Comunità che nell’Ospedale di Comunità, anche quest’ultimo già attivo in via sperimentale con 10 posti
letto sin dallo scorso gennaio.
Sono 12 attualmente i medici di famiglia della zona sud della provincia di Siracusa che hanno aderito
all’avviso pubblicato dall’Azienda. La loro adesione ha contribuito all’attuazione della programmazione
aziendale ed al concreto avvio delle attività ambulatoriali nella Casa di Comunità dell’ospedale di Noto
già in esercizio dallo scorso anno, sede individuata per il progetto sperimentale previsto dall’accordo tra la Regione Siciliana e l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS).
Le Case di Comunità in provincia di Siracusa saranno 12, oltre 4 ospedali di Comunità, da attivare entro il
31 marzo del 2026 secondo il target europeo, in esecuzione del DM 77 che ha previsto anche 4 Centrali
operative territoriali (COT) già attive in provincia di Siracusa.
La visita ispettiva è stata guidata dal direttore del Dipartimento ADISS aziendale Anselmo Madeddu su
delega del direttore generale, Alessandro Caltagirone, accompagnato dal direttore di Cure Primarie, Lorenzo Spina e dal responsabile del Servizio ADI Carola Baiano, presenti rappresentanti della Rete
Civica della Salute sia regionale che provinciale, rispettivamente il coordinatore regionale Pieremilio Vasta, il coordinatore provinciale, Pierfrancesco Rizza, il coordinatore di Cittadinanza Attiva per la zona sud, Bartolomeo Padua, nonché la vice presidente del Comitato Consultivo Aziendale e presidente regionale AVO, Cetty Moscatt,
Maria Concetta Storaci consigliere dell’Ordine regionale degli Assistenti Sociali. Erano presenti, inoltre,
il medico di medicina generale referente dell’Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT) di Noto, Salvo
Rizza e Maria Antonietta Rocchetti dei Servizi Sociali del Comune netino.
La Casa di Comunità dell’ospedale di Noto si distingue per l’integrazione tra ospedale e territorio, medici
di medicina generale e specialisti, nonché quella con i Servizi Sociali del Comune. L’attivazione degli
ambulatori, estesa a 7 giorni la settimana e H 24 grazie alla integrazione con il presidio di guardia medica
sito nella stessa struttura, garantisce una presa in carico completa e continuativa dei pazienti, con particolare riferimento al target di patologie croniche come lo scompenso cardiaco, il diabete, la BPCO e
l’insufficienza renale cronica.
Un apposito registro infermieristico dedicato, grazie anche ai sistemi informatici predisposti dal SIFA
aziendale in collegamento con la Centrale Operativa Territoriale, permette la prenotazione delle visite e la
presa in carico congiunta dei pazienti. E’ in itinere la predisposizione della procedura per far sì che
l’ambulatorio possa essere aperto anche per gli utenti non prenotati e l’attività sarà estesa a breve anche alla gestione delle piccole urgenze e dei programmi di prevenzione.
La visita ispettiva ha inoltre evidenziato l’eccellenza dell’Ospedale di Comunità, con i suoi 10 posti letto
già attivi, che prossimamente saranno portati a 20, dedicati alla stabilizzazione dei pazienti dimessi dagli
ospedali prima di essere reimmessi a domicilio con un piano terapeutico personalizzato, e l’innovativo
sistema di telemedicina, che ha già registrato oltre 300 accessi con servizi di teleriabilitazione e
teleconsulto.
“La concreta attivazione degli ambulatori medico e infermieristico, primi in Sicilia, rappresenta un passo
fondamentale per la realizzazione del modello di Casa di Comunità previsto dal protocollo che abbiamo
siglato con il direttore generale insieme ai medici di famiglie lo scorso 4 marzo – dichiara il direttore del
Dipartimento ADISS Anselmo Madeddu – Siamo impegnati a proseguire su questa strada e l’interesse
manifestato anche da altri medici di famiglia ci incoraggia a fare sempre di più. Agli ispettori abbiamo
consegnato tutta la documentazione e fatto riscontrare i servizi attivati e le procedure adottate nel rispetto di una check list di 44 domande predisposta dalla Regione per la verifica dello stato dell’arte delle Case di Comunità pilota. Ringrazio i medici di medicina generale per l’entusiasmo che hanno manifestato durante la visita ispettiva e, grazie alla sinergia istituzionale tra Asp di Siracusa e Ordine dei Medici, abbiamo già previsto la calendarizzazione di una serie di incontri formativi per uniformare le modalità di azione e di assistenza che i medici di famiglia dovranno applicare in tutte le Case di Comunità nei confronti dei pazienti”.
“Questo modello di buone pratiche, che abbiamo inteso proporre come esempio da esportare in altre realtà e della cui piena operatività hanno preso atto gli ispettori di Agenas e dell’Assessorato regionale della Salute che ringrazio per il supporto – dichiara il direttore generale dell’ASP di Siracusa, Alessandro
Caltagirone – è il frutto di un lavoro di squadra e di una visione comune. Siamo orgogliosi di questo
primo risultato e continueremo a lavorare per migliorare sempre di più l’offerta sanitaria del nostro
territorio. L’entusiasmo e la passione dimostrati dai nostri professionisti e dai medici di medicina generale
ci accompagneranno nella estensione di questo modello sperimentale a tutte le Case di Comunità e a tutta l’Azienda per garantire ai cittadini un’assistenza sanitaria di prossimità sempre più efficiente e qualificata.
Ringrazio i medici di famiglia, gli specialisti, i Servizi Sociali del Comune di Noto, gli operatori dell’Azienda, le associazioni di volontariato e la Rete Civica della Salute per la disponibilità e l’impegno
che stanno mettendo in campo al nostro fianco per la migliore riuscita di questo nuovo modello assistenziale che andremo sempre più a perfezionare e che presto, nei tempi stabiliti dalla normativa, sarà
esteso a tutta la provincia di Siracusa”.

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